Una recente PDL propone di vietare la vendita e la riproduzione in Italia gli animali alloctoni non  CITES, di conseguenza anche pappagalli come i parrocchetti, cocorite e calopsiti.





RETTIFICA 12/07/17 – L’On. Vittorio Ferraresi ci ha contattati per fare chiarimenti sulla proposta di legge, di seguito il testo originale:

Sono venuto a conoscenza della preoccupazione che un punto della mia proposta di legge desterebbe ad appassionati e allevatori di alcune specie alloctone di uccello non presenti in CITES.

Devo subito chiarire che l’intento della proposta ed il contenuto risulta totalmente un altro, ovvero quello di evitare l’importazione e la liberazione di specie che possano creare gravi danni alla fauna e alla flora del nostro paese, intento ovviamente che non c’entra nulla con chi detiene e alleva alcune specie di uccelli o altri animali che mi ha scritto preoccupato.

Secondo la mia norma però, è del tutto evidente che si potranno continuare a detenere ed allevare questi animali secondo le linee guida, esattamente come la maggioranza degli allevatori o appassionati fa oggi.

Il problema dei 10 euro come spese per le operazioni di registrazione potranno essere eliminate, come potranno essere specificate meglio le procedure e linee guida per gli acquisti di specie da altri stati, l’allevamento, le cessioni e la commercializzazione.

Mi dispiace per il fraintendimento che ha creato preoccupazioni, la nostra proposta va in tutt’altra direzione, anche per tutelare chi si comporta correttamente. La chiariremo ulteriormente in fase di discussione per evitare ogni possibile equivoco, anche derogando in maniera netta e chiara. Non è nostra intenzione danneggiare nessuno.

Un saluto

Vittorio Ferraresi


RETTIFICA 11/07/17 –  Per non creare allarmismo tra i possessori di pappagalli specifichiamo che, seguendo le linee guida e dichiarandone il possesso, sarà comunque possibile continuare a detenere gli animali in oggetto, ne saranno però vietati la vendita e la riproduzione. È possibile leggere il testo completo della proposta di legge cliccando sul link.


Vietare importazione, commercializzazione, introduzione in natura, vendita, cessione e detenzione a qualunque titolo di specie animali alloctone non presenti nella CITES. È la proposta del l’On Vittorio Ferraresi (M5S) che annuncia una indagine conoscitiva sulla tutela civile e penale degli animali.

La pdl (testo completo qui) di cui Ferrraresi è primo firmatario e relatore è stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera. L’hanno sottoscritta 17 deputati del Movimento 5 Stelle (Paolo Bernini, Daga, Tripiedi, Bonafede, Agostinelli, Businarolo, Sarti, De Rosa, Micillo, Gagnarli, Busto, Simone Valente, Sibilia, Colonnese, Massimiliano Bernini, Parentela, Terzoni) e ad essa sono state abbinate altre 15 proposte di legge.

Esclusi zoo e centri di recupero – Dai divieti – disciplinati all’articolo 10 della pdl- sono esclusi centri di recupero di animali selvatici (Cras) e ai centri di recupero di animali selvatici ed esotici (Crase) riconosciuti dal Ministero dell’ambiente. I divieti non si applicano nemmeno ai giardini zoologici autorizzati ai sensi del decreto legislativo 21 marzo 2005, n. 73,

L’articolo 10 della proposta di legge introduce il divieto di  importare o introdurre nel territorio nazionale, commercializzare, liberare in natura, vendere, cedere o comunque detenere a qualunque titolo specie animali alloctone non previste dalla Convenzione CITES sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

Denuncia degli animali già detenuti – Per gli attuali detentori delle specie vietate, la proposta di Legge prevede un regime transitorio di tre mesi, entro il quale i detentori delle specie vietate devono comunicarne la detenzione agli uffici territoriali del comando unità tutela forestale, ambientale ed agroalimentare dell’Arma dei carabinieri (CUTFAA).
Gli animali così denunciati potranno essere detenuti “conformemente alle linee guida emanate dai Ministeri competenti entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge”. È previsto il pagamento di 10 euro per ogni animale denunciato per la copertura delle spese relative ai controlli del CUTFAA.

Divieto di riproduzione – Vietato inoltre, pena sanzioni,  far riprodurre in un ambiente controllato o in cattività ibridi di qualsiasi genere e specie.

Sanzioni – Le sanzioni penali per le violazioni dei divieti proposte vanno dall’arresto fino a due anni all’ammenda fino a 150 mila euro.Qualora il reato sia commesso nell’esercizio dell’attività di impresa, alla condanna consegue la sospensione della licenza da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni; in caso di recidiva reiterata la licenza è revocata.

Indagine conoscitiva – La pdl Ferraresi ha iniziato l’iter in Commissione Giustizia alla Camera, dove le sono state abbinate 15 altre proposte fra cui un nuovo testo dell’On Michela Vittoria Brambilla che porta in tutto a 16 le proposte di legge per modificare i codici civile, penale e di procedura penale a tutela degli animali. Il relatore, On Vittorio Ferraresi  ha invitato i gruppi ad indicare alla Presidenza della Commissione i soggetti che intendano audire qualora si ritenesse di svolgere, come da lui auspicato, una indagine conoscitiva sul provvedimento in esame.


Fonte e Articolo Originale: @nmvi Oggi