Il foie gras, prelibatezza prodotta principalmente Francia il cui nome significa “fegato grasso”, viene ricavato dal fegato di oche e anatre. Quello che molti non sanno però, è che gli allevamenti intensivi di questi animali provocano la morte di milioni di esemplari tramite la brutale pratica del gavage.


Cos’è il foie gras?

Il foie gras è una pietanza di lusso a base di fegato d’oca o di anatra. La controversia riguardo questo cibo nasce dal modo in cui le oche o le anatre sono appositamente fatte ingrassare. Questi uccelli acquatici vengono tradizionalmente sottoposti ad un’alimentazione forzata a base di mais attraverso un tubo inserito nell’esofago, questo processo è noto come: gavage.




Tutta l’energia in eccesso viene immagazzinata sotto forma di grasso nel fegato degli uccelli, che cresce fino a circa 10 volte le sue dimensioni normali; a quel punto gli animali vengono macellati. La sovralimentazione provoca una trasformazione chimica all’interno del fegato che, immagazzinando le cellule di grasso, assume una consistenza ricca e burrosa.

Gavage e il maltrattamento degli animali

Gli uccelli allevati per il foie gras passano le prime quattro settimane della loro vita mangiando e crescendo, a volte in semi oscurità. Per le quattro settimane successive invece, sono confinati nelle gabbie e alimentati con una dieta ad alto contenuto di proteine e ricca di amido, progettata per favorire una crescita rapida.

Il gavage inizia quando gli uccelli hanno tra le 8 e le 10 settimane di vita, e vengono sottoposti a questa pratica per 12-21 giorni. Ogni giorno le anatre e le oche vengono costrette ad ingerire tra i 2 e i 4 chili di grano e grassi, forzati attraverso la gola per mezzo di un tubo di alimentazione.

Il Washington Post ha riportato che il tubo “viene inserito per 5 pollici (12,7 cm [n.d.r.]) giù per la gola, e viene spinto nei loro stomaci più cibo di quanto vorrebbero. Se l’impasto di mais si blocca nella gola, talvolta viene utilizzato un bastone per forzarlo verso il basso.”

Il fegato degli uccelli, gonfiato da una dieta ricca di carboidrati, può crescere fino a diventare più di 10 volte la sua dimensione normale (questa condizione viene chiamata steatosi epatica). Il tasso di mortalità degli uccelli allevati e sottoposti al gavage risulta essere fino a 20 volte superiore a quello di uccelli allevati normalmente. Inoltre le carcasse mostrano fratture alari e gravi danni ai tessuti dei muscoli della gola.

Di seguito potete vedere il video del procedimento, risultato di un’indagine effettuata da Essere Animali.

ATTENZIONE: questo video contiene immagini che per alcune persone potrebbero risultare disturbanti.

Quali Paesi hanno abolito la produzione del foie gras?

La Corte suprema di Israele ha stabilito che la produzione di foie gras viola le leggi del paese contro la crudeltà verso gli animali, è quindi ora vietata in Israele. Anche l’Italia e altre nazioni europee come la Turchia, la Germania e la Norvegia hanno vietato la produzione di foie gras.

L’alimentazione forzata degli uccelli è vietata nel Regno Unito e in Svizzera, dove le confezioni di foie gras devono essere provviste di etichetta che informa i consumatori che gli uccelli sono stati sottoposti a quel genere di trattamento. L’Unione Europea sta lavorando per eliminare gradualmente il gavage in tutti i paesi membri entro il 2020. L’India ha vietato l’importazione di foie gras. La produzione è vietata anche in Argentina e in Australia.

Whole Foods Market non consente la vendita di foie gras in nessuno dei suoi negozi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

La produzione è però consentita in molti altri stati, tra cui il Belgio, la Spagna e la Francia, che produce circa tre quarti della fornitura mondiale.

È possibile produrre il foie gras rispettando maggiormente gli animali?

“Così come ci sono uova buone e uova cattive, carne buona e carne cattiva, pollo buono e pollo cattivo, esiste anche foie gras buono e foie gras cattivo”, ha affermato lo scrittore americano J. Kenji Lopez-Alt pochi anni fa.

I manifestanti per i diritti degli animali potrebbero non essere d’accordo, ma è innegabile che alcune aziende sono più rispettose degli animali rispetto ad altre. Alcune di esse non ricorrono all’alimentazione forzata, ma programmano invece la macellazione degli uccelli in concomitanza con il periodo della migrazione invernale, quando il fegato è naturalmente più grasso (anche se questo non soddisfa la definizione legale della Francia di foie gras). Molte aziende agricole che allevano gli animali in condizioni naturali ricorrono all’alimentazione forzata, ma gli uccelli non sono tenuti in gabbie.

L’allevatore spagnolo Eduardo Sousa ha goduto di una certa fama quando il critico alimentare Dan Barber lo ha citato in una conferenza intitolata The Surprising Parable of Foie Gras (La sorprendente parabola del Foie Gras). Sousa produce quello che lui afferma essere il “Primo foie gras privo di crudeltà” del mondo. Nella sua fattoria a Estremadura, gli uccelli sono liberi di vagare per 500 ettari di terreno e di mangiare più o meno come preferiscono. Purtroppo però i produttori etici sono ancora pochi casi isolati e non costituiscono la norma.

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