Dal 1966 la popolazione dei gheppi americani è calata del 66%. Studi hanno dimostrato che la colpa è da attribuire a delle sostanze che già in passato hanno procurato gravissimi danni al mondo animale: i pesticidi.


John Smallwood, professore di biologia alla Montclair State University, è un grande appassionato e conoscitore del Gheppio Americano, tanto vero che tra i suoi colleghi è conosciuto come “l’uomo che sussurra ai gheppi”. Il professor Smallwood studia questi piccoli uccelli rapaci da quasi quarant’anni, e le sue ricerche sono state di grande aiuto per rispondere meglio ad alcune domande su questa specie, come ad esempio quali prede preferiscono o perché scelgono certi tipi di habitat. Tuttavia oggi si trova ad affrontare un mistero riguardo il Gheppio Americano: perché la popolazione di questo uccello rapace sta diminuendo anno dopo anno?




In base ai dati forniti dalla North American Breeding Bird Survey, negli Stati Uniti Continentali, in Messico, in Canada e in Alaska vivono circa 4 milioni di gheppi. In percentuale la popolazione è calata del 66% rispetto all'anno 1966.

gheppio americano in voloIl professor Smallwood si accorse di questo declino quando si occupava di falegnameria, un'abilità che metteva a servizio dei gheppi. "All'inizio degli anni 2000 abbiamo notato che il numero di gheppi stava diminuendo, dal momento che anno dopo anno calava il numero di coppie che veniva a nidificare nelle casette da noi costruite." Già a partire dagli anni '90 Smallwood si è dedicato alla costruzione, installazione e controllo di centinaia di queste casette di nidificazione, ubicate in Florida e nel New Jersey. In base al numero delle coppie che vi si sono stabilite e alle osservazioni sulla riproduzione delle stesse, Smallwood ha calcolato che la popolazione di Gheppio Americano è diminuita del 4% in Florida e del 5% in New Jersey.

Nel corso del tempo Smallwood ha sviluppato due ipotesi per il calo della popolazione dei gheppi: la prima, nonché la più ovvia, è la riduzione del loro habitat. Così come altre specie di uccelli rapaci, anche i gheppi preferiscono habitat aperti, come i campi incolti, che sono un ottimo territorio di caccia. Oltre a questo, però, necessitano anche di cavità in cui nidificare, come quelle che si formano negli alberi o in contesti urbani.

Durante gli anni '80 e '90 molti degli habitat naturali dei gheppi, come campi e foreste, sono stati modificati: il risultato è quello di un numero minore di siti in cui questi uccelli rapaci possono nidificare. Proprio per questo motivo si ricorre alla costruzione di casette per la nidificazione: grazie ai loro tetti spioventi e alle pareti in legno, sono perfette per ospitare i gheppi. Purtroppo i dati di Smallwood mostrano che questi uccelli rapaci stanno scomparendo anche dalle aree dove sono state installate le casette. Quindi qual è il problema, visto che di luoghi per nidificare ce ne sono?

Uno dei principali sospettati da Smallwood è l'utilizzo dei pesticidi. Negli ultimi 50 anni i biocidi sono stati responsabili delle morti di numerosi esemplari di Falco Pescatore, Falco Pellegrino e Aquila Calva. Grazie alla limitazione e proibizione dell'utilizzo di DDT e Endrin, molte di queste specie sono tornate a crescere di numero. Tuttavia le ricerche di Smallwood dimostrano che alcuni pesticidi utilizzati nell'epoca contemporanea possono causare problemi di sterilità agli uccelli rapaci di piccole dimensioni, come i gheppi.

Un altro ricercatore di lungo periodo sul Gheppio Americano, il professore emerito David Bird della McGill University di Montreal, ritiene che il problema non consista solo nell'utilizzo dei pesticidi. “Non c'è solo un problema nella schiusa delle uova, che sarebbe un segno inequivocabile di un problema tossicologico. Occorre prestare attenzione anche ad altri elementi che potrebbero subire problemi dall'esposizione ai pesticidi, ovvero al cibo di cui i gheppi si nutrono.”

Nonostante i gheppi si nutrano anche di piccoli roditori e uccelli, la maggior parte della loro dieta è costituita da grossi insetti come le cavallette o anellidi come i lombrichi. Il professor Bird ritiene che l'utilizzo di pesticidi possa rendere più difficoltoso per i gheppi trovare questi insetti, fondamentali per la loro dieta. Studi recenti, infatti, dimostrano che alcuni insetticidi, in particolare i neonicotinoidi, possono avere effetti che permangono all'interno della catena alimentare e che quindi colpiscono una vasta gamma di uccelli.

Il professor Bird dichiara: “Se si parla in generale di uccelli che si nutrono di insetti, come quelli della famiglia degli Apodidi e delle Rondini, la Rondine Purpurea, il Succiacapre Vocifero o il Succiacapre del Nordamerica, possiamo notare che molti di loro stanno diminuendo di numero. La perdita di uccelli è il prezzo che dobbiamo pagare per aver combattuto gli insetti per decenni.”

Gheppio Americano (Falco sparverius) sopra un trespoloOltre alla riduzione dell'habitat e ai problemi di procacciamento del cibo, i gheppi potrebbero anche essere alle prese altre minacce alla loro sopravvivenza, quali patogeni come il virus del Nilo occidentale. Il Gheppio Americano è anche preda di un altro uccello, lo Sparviero di Cooper. Inoltre i gheppi devono lottare contro specie alloctone come lo Storno Europeo per mantenere i siti di nidificazione: gli storni europei sono una specie invasiva nota per spodestare i gheppi dalle loro cavità di nidificazione, e rivelano una certa aggressività anche nel cacciarli via dalle casette costruite dall'uomo, come osserva Juliane Wohler, membro del Great South Bay Audubon Society di New York.

La Wohler ha rilevato questo dopo aver osservato le casette di Long Island per sei anni: grazie ai suoi studi conferma che la popolazione dei gheppi a Long Island è drasticamente diminuita negli ultimi decenni. Il grande utilizzo di pesticidi nelle campagne e nei campi suburbai nell'area potrebbe essere la ragione principale che giustifica la diminuzione dei gheppi.

Fortunatamente c'è anche una buona notizia: sembra che la tendenza alla diminuzione della popolazione di Gheppio Americano si stia arrestando. Il professor Smallwood afferma: "La diminuzione è rallentata in molte aree. Cercare di capire qual è la causa delle morti attuali può essere di grande aiuto per mettere in moto strategie di conservazione adeguate."

Per il momento esperti come il professor Smallwood continueranno a mantenere alto il livello di allerta per quanto riguarda il Gheppio Americano. Anche gli amanti dei gheppi e degli uccelli in generale possono dare il loro contributo: ad esempio, possono costruire e controllare casette di nidificazione nelle loro aree di competenza. Come dice la Wohler: "Osservare questi uccelli maestosi ci offre la possibilità di prevenire perdite future. Inoltre sono così divertenti da guardare!"