Quando si sente parlare di aeroporti e uccelli insieme, di solito si pensa a problemi o disastri. Ma sembra che la Cina abbia trovato il modo di unire entrambe le cose con un ambizioso progetto.

Normalmente “uccelli” e “aeroporti” sono due parole che, messe assieme, non fanno certo pensare a un’immagine armoniosa: quando questi due elementi si uniscono infatti, danno spesso luogo a eventi come atterraggi di emergenza o massacri di  volatili che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

La Cina però, potrebbe aver trovato il modo di farli andare d’accordo: ha annunciato infatti di voler costruire il primo aeroporto per uccelli del mondo!




Questo ambizioso progetto, che prende il nome di Lingang Bird Sanctuary e che sarà realizzato nella città della costa settentrionale Tianjin, non sarà naturalmente un aeroporto vero e proprio. Si tratterà piuttosto di un terreno acquitrinoso progettato specificamente per ospitare centinaia, se non migliaia, di decolli e atterraggi al giorno da parte degli uccelli migratori che viaggiano lungo la rotta di migrazione che va dall’Asia dell’Est all’Australia.

Rendering del primo aeroporto per uccelli del mondo

L’idea è far sì che più di 50 specie di uccelli acquatici migratori, alcuni dei quali in via di estinzione, possano fare lunga pausa in questo santuario protetto e nutrirsi a piacimento prima di continuare il loro lungo viaggio. Una delle nove principali rotte migratorie a livello mondiale, quella che collega l’Asia orientale con l’Australia include 22 paesi diversi, tra cui Cina, Giappone, Nuova Zelanda, Indonesia, Thailandia e Russia.

Situato su una ex discarica, l’aeroporto di 61 ettari (150 acri) sarà aperto anche ai visitatori umani, che si stima saranno mezzo milione ogni anno. Tuttavia, al posto dei duty-free shop e dei fast food tipici degli aeroporti, la principale attrazione per i visitatori sarà il Water Pavilion, un centro di educazione e ricerca il cui tetto è coperto da vegetazione: una serie di “punti di osservazione” e una vasta rete di sentieri panoramici e piste ciclabili, per un totale di circa 6,5 km.

Struttura del Santuario per uccelli di Lingang

“L’aeroporto per uccelli in progetto sarà un santuario d’importanza globale per le specie di uccelli migratori in via di estinzione e, allo stesso tempo, fornirà nuovi polmoni verdi per la città di Tianjin,” ha spiegato Adrian McGregor, dello studio di progettazione multi-disciplinare McGregor Coxall, a Dezeen. Spesso ricoperta da una coltre di smog così fitta che gli aeroporti reali sono stati chiusi, Tianjin è una città (la quarta più popolata della Cina) che certamente potrà beneficiare di un nuovo paio di robusti polmoni verdi.

A parte il vantaggio di mitigare l’inquinamento dell’aria, la funzione primaria del Lingang Bird Sanctuary sarà, come menzionato da McGregor, di fornire uno spazio sicuro per almeno parte dei circa 50 milioni di uccelli che si spostano lungo la rotta asiatica-australiana, che è il percorso migratorio più minacciato al mondo a causa della perdita di habitat dovuta all’edificazione incontrollata.

Coperto da un bosco di 49 acri studiato per proteggere il santuario dall’invasivo sviluppo urbano, l’aeroporto aviario includerà tre diversi habitat: una zona fangosa, un canneto e un’isola sul lago con rapide poco profonde; ciascuno di essi è destinato ad accogliere diverse specie di uccelli selvatici.

Come si può osservare dal progetto, McGregor Coxall ha collaborato con ornitologi per integrare le “complesse interazioni dei terreni del sito, le fonti di alimentazione, la vegetazione e la gestione delle acque nel terreno acquitrinoso nel progetto globale.” Per far scorrere l’acqua attraverso questi habitat artificiale, sarà utilizzata l’energia rinnovabile.

Se tutto andrà come previsto, la costruzione di questo ambizioso progetto avrà inizio quest’anno e si concluderà nel 2018.

Punto di osservazione del Santuario per uccelli di Lingang

Una volta terminato e aperto ufficialmente sia ai viaggiatori pennuti che agli essere umani che li ammirano, l’aeroporto per uccelli diverrà il progetto pilota nell’iniziativa cinese della “città spugna“. Attraverso vari progetti di infrastrutture verdi, questo sistema finanziato dal governo si propone di trasformare le città in rapida crescita della Cina in grandi spugne super-assorbenti, in grado di trattenere l’acqua per ridurre significativamente il rischio di catastrofici eventi alluvionali urbani.

Definendo il tasso di inondazioni nelle città cinesi uno “scandalo nazionale”, Kongjian Yu, decano della Facoltà di Architettura e Architettura del Paesaggio dell’Università di Pechino, ha spiegato a CityLAB nel 2015 che “una città spugna è una città che può contenere, pulire e drenare l’acqua in un modo naturale utilizzando un approccio ecologico.” Egli ha aggiunto inoltre: “…nella Cina moderna, abbiamo distrutto i sistemi naturali di stagni, fiumi e zone acquitrinose, e li abbiamo sostituiti con dighe, argini, e gallerie, e ora siamo soggetti alle alluvioni.”

Questo è sicuramente un progetto molto ambizioso con molto potenziale benefico sia per la Cina che per le popolazioni dei nostri amati volatili, mi auguro che andrà a buon fine e che funzioni tutto come previsto.


Crediti per i disegni e i rendering: McGregor Coxall