Secondo i dati riportati dalla Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, il 2016 è stato un anno terribile per i volatili, e buona parte della colpa ricade proprio sul traffico degli uccelli.

La Lista Rossa della IUCN è un indice sullo stato di conservazione della fauna selvatica in tutto il mondo, e nel 2016 sono state aggiunte 742 ulteriori specie di uccelli tra quelle osservate. Ciò che suscita più attenzione però (e preoccupazione) sono le 13 specie a rischio di estinzione a causa del bracconaggio.

Il traffico di animali domestici sta avendo gravi ripercussioni su centinaia di specie in tutto il mondo

I pappagalli cenerini (Psittacus erithacus) sono tra gli uccelli più trafficati del mondo e lo scorso anno sono passati dallo stato di Vulnerabile a quello di In Pericolo. Apprezzati per la loro grande capacità di imitare la voce umana, questi pappagalli sono spesso portati via dai loro habitat naturali nell’Africa occidentale e trasportati in altri continenti.




Più di 1,3 milioni di esemplari sono stati esportati tra il 1975 e il 2013: nell’ottobre 2016 la forte domanda per questi pappagalli ha portato le Nazioni Unite a vietare a livello globale il commercio dei cenerini.

Nel 2012 un team di ricercatori provenienti da BirdLife International e dalla Manchester Metropolitan University si è recato in Ghana per confrontare il numero corrente di luoghi in cui si radunano i pappagalli, con l’ultimo conteggio documentato nel 1992: è stato scoperto un calo a livello nazionale di oltre il 90% negli ultimi dieci anni.

I pappagalli non sono gli unici uccelli che vengono danneggiati dal commercio di animali domestici. In Indonesia, il cuore del mercato aviario in Asia, una cacofonia di uccellini che cantano riempie case e vetrine. Per rifornire un intero paese di uccelli però, è necessario un alto e insostenibile tasso di cattura di questi animali: tre sottospecie di Shama Groppabianca (Copsychus malabaricus) sono già estinte a causa del bracconaggio, e il Acridotheres tertius è in Pericolo Critico secondo l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura.

Il problema è purtroppo radicato molto in profondità, in quanto gli uccelli canori sono un aspetto importante della cultura indonesiana. “Questo è un problema difficile da affrontare perché proviene da un vero e proprio amore per gli uccelli, a differenza della deforestazione o della caccia“, dice Alex Dale, responsabile della comunicazione digitale a BirdLife International.

Sensibilizzare le persone riguardo la grave situazione degli uccelli è un passo fondamentale. Il dottor Ian Burfield, coordinatore scientifico globale di BirdLife, dice: “Potrebbe anche piacere l’idea di possedere il proprio uccellino preferito, il più colorato o il più abile nelle vocalizzazioni, sia da tenere in gabbia che per le competizioni, ma bisogna essere consapevoli che questi uccelli stanno scomparendo rapidamente dai loro habitat“.

In totale, sei specie di uccelli sono passati allo stato di In Pericolo Critico in tutta la regione, tra cui il Gracupica jalla e lo Storno Alinere (Acridotheres melanopterus).

Gli sforzi per la conservazione hanno aiutato a migliorare la situazione per due specie isolane

Fortunatamente gli sforzi fatti da alcuni sono riusciti a ottenere anche effetti positivi sulle popolazioni di uccelli a livello mondiale: il Ciuffolotto delle Azzorre (Pyrrhula murina) e il Corriere di Sant’Elena (Charadrius sanctaehelenae), sono entrambi passati dallo stato di In Pericolo Critico a quello di Vulnerabile, un salto di due livelli nella scala della Lista Rossa della IUCN.

Gli habitat di queste specie sono limitati a piccole isole nell’Atlantico, il corriere vive a Sant’Elena e i ciuffolotti abitano nell’isola portoghese di São Miguel.

Nel 2006, a causa dell’intrusione di piante e animali invasivi, erano rimasti solo circa 208 corrieri di Sant’Elena e 40 coppie nidificanti di ciuffolotti delle Azzorre, ma grazie agli sforzi da parte della Royal Society for the Protection of Birds e della Portuguese Society for the Study of Birds per rimuovere la vegetazione non nativa e creare un nuovo habitat, entrambe le specie sono state declassificate nella graduatoria delle specie in pericolo.

Per il momento gli ambientalisti stanno tenendo le dita incrociate: “I ciuffolotti vivono nelle piccole aree boschive in una regione di un’isola, e basta poco per spazzarli via velocemente“, spiega Dale.

Ci sono 742 “nuove specie” nel mondo degli uccelli

Con le tecniche più avanzate a loro disposizione, gli scienziati stanno facendo alla tassonomia aviaria un importante restyling. Misurazioni dell’ala, colorazione, lunghezza della coda, vocalizzazioni, habitat, studi genetici e documenti precedentemente pubblicati hanno aiutato i ricercatori ad analizzare centinaia di nuove specie e sottospecie, dice Burfield.

La Pitta Ventrerosso (Erythropitta erythrogaster) del sud-est asiatico, per esempio, è stata suddivisa in 12 distinte sottospecie, di cui quattro sono riconosciute come globalmente minacciate. Altre invece affrontano un destino ancora più triste: il Pigliamosche Vermiglio di San Cristobal (Pyrocephalus rubinus dubius), identificato solo lo scorso autunno, si pensa già essere estinto.


Ad oggi ci sono tantissimi uccelli, di cui gran parte pappagalli, che sono scappati o stati dati via dai precedenti proprietari perché non riuscivano a gestirli, si sono stancati o qualsiasi altra ragione; molti di questi animali non sono in buona salute e non possono essere riabilitati per la vita allo stato selvatico.

Quindi se state pensando di comprare un uccello da tenere in casa, valutate invece di adottarne uno, vi assicuro che se trattato con cura e amore sarà in grado di riprendersi e di darvi tante soddisfazioni. In questo modo non solo renderete darete una nuova speranza a un povero animale bistrattato, ma eviterete di contribuire al mercato dei volatili che tanto li sta danneggiando.