Descrizione generale

Gli uccelli che appartengono alle sotto-specie del Beccolargo (Eurylaimidae) sono tra i più spettacolari sulla Terra, ma la maggior parte sono estremamente difficili da osservare. Sono uccelli di dimensioni piccole e medie, con una lunghezza variabile tra gli 11,5 e i 28,5 cm e pesano tra i 43 e i 117 g. Hanno la testa larga e il becco largo, piatto e uncinato, che possiede un’ampia apertura. La struttura del becco dipende in gran parte dalla dieta della singola specie.

Molti becchilarghi hanno colori brillanti (verde, blu, rosso e giallo) che permettono loro di mimetizzarsi con l’habitat circostante. I maschi e le femmine sono simili in alcune specie, mentre in altre presentano dimorfismo sessuale. A volte maschi e femmine presentano colorazioni differenti, ma nella maggior parte dei casi si tratta di differenze sottili.




Quando si osserva il dimorfismo sessuale, le femmine presentano un piumaggio più opaco dei maschi. Gli esemplari immaturi assomigliano agli adulti, ma hanno il piumaggio più opaco e presentano code e ali più corte.

Specie

I becchilarghi appartengono all’ordine dei Passeriformi, sotto-ordine degli Eurylaimi e alla famiglia Eurylaimidae. Ci sono quattro sottofamiglie di BeccolargoSmithornithinae (Beccolargo tipicamente africani), Calyptomeninae (Beccolargo asiatici verdi), Eurylaiminae (Beccolargo asiatici di vario tipo) e Pseudocalyptomeninae (Beccolargo di Grauer).

Di seguito l’elenco delle specie appartenenti a ogni sottofamiglia. Nella gallery in fondo alla pagina potete trovare le foto di ognuna di esse.

Calyptomeninae (Becchilarghi asiatici verdi)

  • Beccolargo di Hose (Calyptomena hosii)
  • Beccolargo Verde (Calyptomena viridis)
  • Beccolargo di Whitehead (Calyptomena whiteheadi)

Eurylaiminae (tipicamente asiatici)

  • Beccolargo Caruncolato delle Visayas (Sarcophanops samarensis)
  • Beccolargo Caruncolato di Mindanao (Sarcophanops steerii)
  • Beccolargo Codalunga (Psarisomus dalhousiae)
  • Beccolargo Fasciato (Eurylaimus javanicus)
  • Beccolargo Fosco (Corydon sumatranus)
  • Beccolargo Giallonero (Eurylaimus ochromalus)
  • Beccolargo Pettoargento (Serilophus lunatus)
  • Beccolargo Rossonero (Cymbirhynchus macrorhynchos)

Philepittinae

  • Asite di Schlegel (Philepitta schlegeli)
  • Asite di Velluto (Philepitta castanea)
  • Falsa Nettarinia Caruncolata (Neodrepanis coruscans)
  • Falsa Nettarinia Ventregiallo (Neodrepanis hypoxantha)

Pseudocalyptomeninae

  • Beccolargo di Grauer (Pseudocalyptomena graueri)

Smithornithinae (tipicamente africano)

  • Beccolargo Africano (Smithornis capensis)
  • Beccolargo Fianchirossicci (Smithornis rufolateralis)
  • Beccolargo Testagrigia (Smithornis sharpei)

I membri della sottofamiglia Calyptomeninae hanno un piumaggio principalmente verde con macchie nere, che nei maschi è iridescente; presentano anche delle piume che si estendono sul becco e che lo fanno sembrare più corto.

I membri della famiglia Eurylaiminae hanno un piumaggio maggiormente variabile; uno di questi, il Beccolargo Caruncolato di Mindanao, ha gli occhi circondati da un anello di colore blu dalla consistenza simile a quella dei bargigli.

I membri della famiglia Pseudocalyptomeninae assomigliano a quelli della Calyptomeninae, ma presentano code più lunghe e non hanno le piume sul becco.

I membri della sottofamiglia Smithornithinae assomigliano molto ai Muscicapidi (conosciuti anche come Pigliamosche) e hanno una colorazione marrone striata.

I becchilarghi asiatici possono essere facilmente individuati grazie al loro canto: quello del Beccolargo Giallonero, infatti, è molto insolito e può essere definito come una cacofonia di suoni che accelerano, e può essere ascoltato nella Foresta del Borneo. Una volta imparato a individuare questo richiamo, questa specie si rivela essere molto comune nell’area, ma resta difficile da osservare: chi ci riesce resterà incantato dal suo delizioso piumaggio rosa, giallo e nero.

Nella Danum Valley, nel Borneo, vivono il Beccolargo Fasciato e il Beccolargo Verde. Una volta imparato a riconoscere i loro richiami, si scoprirà che non sono poi così rari nell’area; tuttavia restano molto difficili da individuare all’interno del fitto fogliame della foresta.

I becchilarghi africani non hanno i colori brillanti come quelli asiatici, ma hanno una struttura fisica e un comportamento diversi e speciali a modo loro. Il Beccolargo di Grauer, per esempio, è molto diverso dagli altri uccelli: non ha l’ampio becco delle altre specie e assomiglia piuttosto a un piccolo uccellino verde batuffoloso che sta posato sui rami, nascosto nel fogliame della foresta.

Habitat

I becchilarghi vivono nelle regioni africane e orientali: si trovano infatti principalmente nelle aree tropicali del sudest asiatico (a sud dell’Himalaya, nella Cina meridionale, nelle Filippine e nell’Indonesia) e in Etiopia.

Le specie di Beccolargo vivono principalmente nelle foreste tropicali primarie e secondarie. Molte specie vivono nel cuore delle foreste, mentre altre preferiscono aree più aperte come macchie costiere, piantagioni di alberi e campi coltivati. Li si può spesso osservare vicino ai fiumi e ai torrenti. I becchilarghi vivono fino a 2550 metri sul livello del mare.

Canto e comunicazione

I becchilarghi non sono famosi per emettere richiami melodiosi o complessi: essi infatti emettono una varietà di richiami che possono essere catalogati come fischi, cinguettii, pigolii o grida. Questi uccellini comunicano con maggiore frequenza di prima mattina e nel tardo pomeriggio.

I richiami vengono utilizzati nel corteggiamento, per dare segnali di allarme e per tenersi in contatto con il proprio partner. I becchilarghi cinguettano con maggior frequenza quando sono in gruppo.

Tutte le specie di Beccolargo comunicano usando anche una grande varietà di esibizioni che possono essere utilizzate nei rituali di corteggiamento o quando si tratta di proteggere il territorio. Il Beccolargo Verde mette in atto una particolare esibizione in cui si mette a ruotare.

I becchilarghi sono in grado di produrre una serie di segnali acustici non vocali, così come avviene anche in altre specie di uccelli come i manachini deliziosi (che producono suoni percussivi), le allodole, i colibrì (che producono un suono con le ali), i piccioni e le colombe (che producono un particolare suono quando sbattono le ali in volo).

Gli appartenenti alla famiglia Smithorninae mettono in atto una dimostrazione visiva, utilizzata principalmente nei rituali di corteggiamento ma anche per la difesa del territorio, accompagnata da un suono molto particolare: le loro rigide penne primarie, infatti, vibrano ad altissima frequenza emettendo un suono simile a un ronzio o a un trillo durante le esibizioni di volo. L’esatta origine di questo suono, tuttavia, non è ancora stata specificamente studiata: l’unica cosa certa è che si tratta di un’originale modificazione delle penne primarie esterne. Spesso questo ronzio delle ali è più forte del loro stesso cinguettio e può essere udito fino a 60 metri di distanza.

Video dell’esibizione canora girato a velocità normale e ad alta velocità © Chris Clark, University of California Riverside

Comportamento

Il becchilarghi tendono a essere uccelli sedentari. Tuttavia solitamente si spostano variando l’altitudine con i cambiamenti delle stagioni: per esempio, durante le stagioni secche, possono spostarsi oltre quelli che sono i loro normali confini per andare alla ricerca di cibo.

Poche specie di Beccolargo sono nomadi e si spostano alla ricerca di alberi da frutto; generalmente i becchilarghi frugivori tendono maggiormente al nomadismo rispetto a quelli insettivori.

Nonostante vengano per lo più osservati in coppie, i becchilarghi tendono a essere uccelli piuttosto socievoli e vengono spesso individuati anche in piccoli stormi, che normalmente non superano i 25 uccelli di numero.

Le specie di Beccolargo tendono a essere territoriali durante la stagione riproduttiva: i loro voli dimostrativi possono indicare, oltre a esibizioni di corteggiamento, anche esibizioni in difesa del proprio territorio. I becchilarghi possono anche difendere piccole macchie di vegetazione in cui è presente della frutta.

I becchilarghi fanno spesso il bagno nelle pozzanghere e nei ruscelli.

Alimentazione

La maggior parte dei Beccolargo sono insettivori. Catturano gli insetti mentre sono in volo, oppure li raccolgono dalla vegetazione o li tirano fuori dai loro nascondigli in maniera simile ai pigliamosche. Si nutrono in maniera opportunistica e le loro prede più comuni sono Ortotteri (cavallette e simili), Coleotteri (maggiolini e simili), Rincoti (cimici e simili), Imenotteri (vespe, api e formiche) e Isotteri (termiti). Con frequenza minore si nutrono anche di millepiedi, ragni, chiocciole, granchi, raganelle, lucertole e pesci.

Ci sono tre specie di Beccolargo che sono frugivore. La struttura del becco riflette il tipo di dieta differente: le specie frugivore, infatti, presentano un becco meno ampio di quelle insettivore, anche se è comunque capace di una grande apertura. A causa di questa modificazione del becco essi non sono in grado di manipolare bene la frutta, per cui sono costretti a nutrirsi di frutta morbida o a inghiottire i frutti per intero. Il frutto più importante per i becchilarghi frugivori è il fico. Anche se la loro dieta è frugivora, questi becchilarghi nutrono comunque i propri pulcini con insetti.

Riproduzione

Alcune specie di Beccolargo sono monogame, altre poligine e, in altri casi ancora, gli adulti partecipano alla cura dei pulcini di altre coppie. In molte specie i maschi mettono in atto rituali di corteggiamento in cui procurano il cibo alla femmina.

Alcuni maschi di Beccolargo Verde (Calyptomena viridis) eseguono un’esibizione in cui ruotano, altri invece un’esibizione che include muovere avanti e indietro la testa, sbattere le ali e gonfiare le piume.

I membri della famiglia Smithorninae si esibiscono in dimostrazioni aeree in cui le penne primarie vibrano emettendo un forte ronzio che può essere udito fino a 60 metri di distanza. Generalmente i becchilarghi preferiscono riprodursi nella stagione secca; tuttavia, alcune specie lo fanno durante tutto l’anno.

Il Beccolargo costruisce nidi a forma di pera con un’apertura laterale, posati su rami sottili che si estendono su aree aperte, spesso sull’acqua. Si trovano dai 3 fino ai 30 metri da terra, anche se in media li costruiscono tra i 3 e i 10 metri.

Questa modalità di costruzione del nido protegge le uova e i pulcini dai mammiferi e rettili predatori, ma li rende vulnerabili ai venti più forti. I nidi sono costituiti da erba, rami, foglie, muschio e radici, e vengono rivestiti all’interno con foglie verdi, piccole radici e fibre erbose. Spesso vengono coperti da foglie, muschio e altri materiali, che contribuiscono a mimetizzare in nido tra la vegetazione.

La costruzione del nido richiede dai 5 giorni alle 7 settimane. In alcune specie di Beccolargo sia i maschi che le femmine si occupano della costruzione del nido, in altre se ne occupa solo la femmina, e in altre ancora ci sono degli “aiutanti”: per esempio, per quanto riguarda il Beccolargo Fosco (Corydon sumatranus), sono stati osservati gruppi di uccelli (fino a 20 per gruppo) occupati nella costruzione di un singolo nido.

A volte i nidi vengono costruiti in alberi con rami spinosi o vicino a nidi di api o vespe, per proteggersi da eventuali predatori. I becchilarghi riutilizzano i nidi di anno in anno.

Una singola covata può avere un numero di uova variabile da 1 a 8, ma più comunemente vengono cresciuti solo 2-3 pulcini per ogni covata. Le uova hanno un diametro che va dai 19 ai 37 mm e l’altro diametro che va dai 14 ai 25 mm; la forma può variare da perfettamente ovale a allungata. Possono variare dal lucido all’opaco, dal bianco al rosa pallido, e possono presentare macchie sul guscio.

La cova dura tra i 17 e i 18 giorni e i pulcini mettono le piume tra i 22 e i 23 giorni di vita. I becchilarghi possono essere una delle specie ospitanti delle uova del Cuculo Comune.

Non sono ancora ben chiari i ruoli che i genitori hanno nella cova e nella crescita dei pulcini. I giovani vengono nutriti principalmente con animali invertebrati. In alcune specie, la dipendenza dai genitori dopo lo sviluppo del piumaggio può durare anche più di 20 settimane.

Conservazione

Si stima che i becchilarghi siano in grado di vivere almeno 6 anni allo stato selvatico. In cattività, invece, l’uccello che ha raggiunto l’età più anziana è vissuto per 19 anni.

Il Beccolargo costruisce il proprio nido su rami sottili che si estendono su aree aperte, spesso sopra l’acqua: si pensa che questo sia un adattamento per scoraggiare mammiferi e rettili predatori. A volte i nidi vengono costruiti anche in alberi con rami spinosi o vicino a nidi di api e vespe, che presumibilmente forniscono una certa protezione agli uccelli. Per allontanare i predatori dal proprio nido, i becchilarghi adulti possono fingere di essere feriti e attirare quindi il predatore lontano dai pulcini.

L’habitat naturale del Beccolargo è la foresta pluviale di pianura, che sta rapidamente scomparendo a causa dell’aumento dei terreni destinati all’agricoltura; questo fattore, combinato con la scarsa adattabilità di questi uccelli ai disturbi derivanti dalle attività dell’uomo, fanno sì che i becchilarghi siano in generale considerati in una posizione vulnerabile per la loro conservazione.

La IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) classifica nella Lista Rossa 2016 tre specie di Beccolargo come VU (Vulnerabile): il Beccolargo Caruncolato delle Visayas (Eurylaimus samarensis), il Beccolargo Caruncolato di Mindanao (Sarcophanops steerii) e il Beccolargo di Grauer (Pseudocalyptomena graueri). Tre invece sono classificate come NT (Quasi Minacciata): Beccolargo di Hose (Calyptomena hosii), Beccolargo Verde (Calyptomena viridis) e Beccolargo Giallonero (Eurylaimus ochromalus).

Foto


Newsletter