Descrizione generale

Come altre specie simili di gufi, anche il Gufo della Virginia (Bubo virginianus) ha una struttura del viso arrotondata e occhi rivolti in avanti che gli consentono una visione binoculare.

Sopra la testa si trovano dei distintivi ciuffi di piume che sembrano delle corna. Questi ciuffi sono generalmente più scuri del resto della testa e aiutano a migliorare la capacità di mimetizzarsi. Il Gufo della Virginia ha una macchia bianca distintiva sulla gola e l’area sotto l’addome è bianca con strisce marroni e nere distribuite su di essa. Attorno al becco nero si trovano delle piume di colore bianco o marrone chiaro. La schiena è di colore più scuro, con screziature nere e marroni. Gli occhi sono di diverse tonalità di giallo.




La dimensione del Gufo della Virginia varia in base alla sua posizione geografica e il sesso. Nella specie si nota un dimorfismo sessuale inverso, in cui le femmine sono leggermente più grandi dei maschi: le femmine pesano in media circa 1,7 kg, mentre i maschi pesano in media 1,3 kg. Analisi suggeriscono che questo dimorfismo non è influenzato da fattori ambientali: questa conclusione deriva dalla constatazione che i gufi della Virginia in genere non migrano per distanze sufficienti a farli incrociare con sottospecie che possono differire in termini di dimensioni.

Nelle latitudini settentrionali questi uccelli rapaci notturni tendono ad avere corpi più grandi e un’apertura alare più ampia. La loro lunghezza totale varia da 45,7 a 63,5 cm e la loro apertura alare da 127 a 152,4 cm. Esistono anche variazioni di colore a seconda della posizione geografica: per esempio il Bubo virginianus saturatus, una sottospecie che abita le zone boscose, può avere una colorazione di un marrone più scuro, mentre la sottospecie Bubo virginianus elachistus, che vive in habitat desertici nella Bassa California, può avere una colorazione grigia e più chiara.

Habitat

Diffuso in tutto il Nord America fino al limite della vegetazione arborea del nord, il Gufo della Virginia di solito si aggira attorno a boschi, paludi, frutteti e aree agricole, ma si trova anche in una vasta gamma di foreste decidue, di conifere e di alberi misti. In alcune aree, come gli Appalachi meridionali, preferisce invece le foreste vergini.

Gli habitat del Gufo della Virginia di solito includono zone aperte come i campi, i pascoli o i terreni coltivati, così come le foreste. Nei deserti i gufi della Virginia possono usare scogliere o ginepri per la nidificazione; essi sono anche abbastanza comuni nei parchi boscosi, nelle zone suburbane e anche nelle città.

Comportamento

Il Gufo della Virginia non è un animale sociale, si tratta infatti di un uccello solitario, tranne durante la nidificazione. Principalmente è attivo durante la notte, soprattutto al tramonto e prima dell’alba.

Come posatoi o rifugi vengono generalmente usati alberi, cavità dei tronchi o della roccia, cespugli fitti, sporgenze e strutture costruite dall’uomo.

Non sono uccelli migratori e tendono a rimanere nella stessa area. Quando le scorte di cibo scarseggiano, i gufi della Virginia possono cominciare la caccia durante la sera e continuare fino alla mattina presto; in inverno cacciano anche durante le ore diurne.

Il Gufo della Virginia forma coppie monogame e difende i proprio territorio con delle vocalizzazioni vigorose, soprattutto in inverno, prima della deposizione delle uova, e in autunno, quando i suoi piccoli lasciano la zona. Entrambi i membri di una coppia possono rimanere nello stesso territorio al di fuori della stagione riproduttiva, ma si appollaiano separatamente.

Contro eventuali intrusi e altre minacce, i gufi della Virginia reagiscono battendo il becco, con sibili, urla e rumori gutturali, ed eventualmente spiegando le ali; se la minaccia diventa più seria colpiscono anche con gli artigli. Cornacchie, corvi, uccelli canori e rapaci, spesso molestano i gufi della Virginia con forti richiami incessanti, picchiate a ripetizione, inseguimenti e anche beccate.

Il Gufo della Virginia comunica principalmente bubolando; questi versi servono sia a stabilire il dominio territoriale, sia per la ricerca di un compagno. Il suo richiamo territoriale distintivo, hoo-hoo hoooo hoo-hoo, può essere sentito da chilometri di distanza. Quando attacca una preda stridisce rumorosamente. A volte le registrazioni dei gufi che bubolano vengono utilizzati per determinare la densità della popolazione.

Questi gufi usano la loro visione per individuare la preda e spostarsi nel buio, anche attraverso fitte foreste. Essi posseggono una visione binoculare, che permette un’ottima visione frontale ma una più debole visione periferica. Esiste la possibilità che perdano la loro visione a causa di traumi, infezioni patogene ed, eventualmente, di malattie genetiche ereditarie.

Alimentazione

La dieta del Gufo della Virginia è la più varia tra tutti i rapaci del Nord America. La sua gamma di prede comprende soprattutto mammiferi e uccelli e si nutre soprattutto di conigli, lepri, topi e folaghe americane; mangia inoltre molte altre specie tra cui arvicole, talpe, toporagni, ratti, scoiattoli, marmotte, cani della prateria, pipistrelli, puzzole, gatti domestici, porcospini, anatre, svassi, smerghi, gufi, falchi, corvi, tortore e storni. La dieta viene integrata con rettili, insetti, pesci, invertebrati e, talvolta, carogne.

Anche se sono di solito cacciatori notturni, a volte i gufi della Virginia cacciano in pieno giorno. Dopo aver individuato la preda da un posatoio la inseguono in volo oltre i bordi dei boschi, prati, acque aperte o altri habitat. Possono camminare lungo il terreno per seguire piccole prede intorno a cespugli o altri ostacoli.




Riproduzione

Il Gufo della Virginia è un uccello monogamo. Le coppie nidificanti sono territoriali ed escludono le altre coppie nidificanti dal loro territorio al fine di assicurarsi le prede. Tuttavia, questo comportamento può verificarsi solo nelle zone vicino al loro nido, senza proteggere completamente il loro territorio.

I due membri della coppia si trovano l’un l’altro attraverso rituali sonori che implicano il bubolare, i quali aumentano di intensità mentre si avvicina la stagione degli amori. I maschi bubolano per tutto l’anno, mentre le femmine solo durante la stagione degli amori.

Il rituale di accoppiamento del Gufo della Virginia viene descritto come “impetuosi cenni del capo e archeggi del corpo”, seguiti da una fase più tranquilla durante la quale i gufi si toccano i becchi a vicenda e tubano; questa fase indica il completamento della copulazione.

Durante la nidificazione i maschi e le femmine alternano sia il tempo che passano appollaiati che quello speso cacciando. I maschi si occupano della maggior parte della caccia, mentre le femmine passano più tempo proteggendo la covata. Quando le prede sono scarse, le femmine sono più propense a lasciare il nido incustodito per andare alla ricerca di ulteriore cibo, soprattutto se la dimensione della covata è più grande rispetto alla media.

La posizione del nido è variabile. Nelle zone in cui l’accoppiamento avviene con successo ma in ritardo, il Gufo della Virginia è più propenso a trovare rifugio in zone elevate (fino a 30 metri). Nelle praterie e nelle zone in cui l’accoppiamento ha successo fin dai primi tentativi, il nido viene costruito in cespugli, rientranze di scogliere e anche sul terreno.

Generalmente i gufi della Virginia formano il nido in alberi come il pioppo, ginepro, faggio, pino e altri ancora. Di solito si appropriano di un nido costruito da un’altra specie, ma usano anche le cavità negli alberi vivi, edifici abbandonati, sporgenze rocciose e piattaforme costruite dall’uomo. Le coppie possono appollaiarsi insieme vicino al futuro sito del nido per diversi mesi, prima della deposizione delle uova.

I nidi sono spesso costituiti da bastoni e variano ampiamente in termini di dimensioni, a seconda di quale specie lo ha originariamente costruito (di solito Poiana Codarossa e altre specie di falco, cornacchie, corvi, aironi o scoiattoli). Il Gufo della Virginia può foderare il nido con brandelli di corteccia, foglie, piume lanuginose strappate dal suo petto, pelo o piume delle sue prede, o materiale vario calpestato. In alcune zone non viene applicato nessun rivestimento. I nidi si deteriorano nel corso della stagione riproduttiva e sono raramente riutilizzati negli anni successivi.

Conservazione

L’aspettativa di vita media del Gufo della Virginia è di 13 anni. Il record per la vita più lunga in natura è di 28 anni. In cattività, la vita media è di 20 anni e il gufo più longevo registrato è vissuto per 35 anni. Anche i fattori causati dall’attività umana, come il degrado degli habitat, influenzano la durata di vita.

Questa specie è comune e diffusa in gran parte del continente americano, ma le popolazioni sono diminuite in tutti i loro habitat di circa il 43% tra il 1966 e il 2014, secondo il North American Breeding Bird Survey. Le popolazioni canadesi hanno subito cali ancora maggiori (2,5% all’anno durante lo stesso periodo), determinando una perdita cumulativa del 72%. Partners in Flight stima che la popolazione nidificante globale ammonti a 6 milioni di esemplari, di cui circa il 45% negli Stati Uniti, il 14% in Canada e il 7% in Messico.

Il Gufo della Virginia è in cima a molte catene alimentari e non ha predatori naturali. Tuttavia, le dispute territoriali tra i membri della stessa specie possono essere fatali. Le uova incustodite e i nidiacei possono cadere preda di volpi, coyote, procioni, linci, rapaci e corvi.

Questi uccelli sono stati pesantemente cacciati fino a quando tale pratica è stata abolita a metà del XX secolo; si verificano tuttavia casi di caccia illegale. Un’altra causa di morte, seppur occasionale, è data dall’avvelenamento da pesticidi e altre sostanze tossiche che si accumulano nelle loro prede.

I gufi della Virginia sono particolarmente adattabili ai cambiamenti di habitat purché siano disponibili dei luoghi adatti alla nidificazione. Nella Repubblica del Pacifico hanno popolato di recente un terreno aperto creato dal disboscamento. A causa della loro abilità come predatori questi uccelli possono costituire una minaccia per altre specie in pericolo come il Falco Pellegrino (Falco peregrinus) e l’Allocco Macchiato (Strix occidentalis).

Al Gufo della Virginia viene attribuito un punteggio di 6 su 20 nel Continental Concern Score e non è presente nella State of the Birds Watch List del 2016.

Nella Lista Rossa 2016 della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) il Gufo della Virginia è classificato come LC (Minor Preoccupazione).

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