Accade nel giugno del 2009 in Perù, precisamente lungo il fiume Yarapa, nella Foresta Amazzonica. Assaf Admoni, 38 anni, ingegnere israeliano di Herzelia, durante la sua vacanza in mezzo alla natura è riuscito a riprendere uno dei suoi lati più selvaggi: la lotta tra un predatore e la sua preda.

In questo caso parliamo di un serpente che ha invaso il nido di un picchio mentre questo era assente, molto probabilmente per nutrirsi delle uova o dei pulli.

Il picchio, apparentemente un Campephilus melanoleucos, ha provato più volte a far uscire il serpente dal nido all’interno del tronco ed è stato morso cinque volte. Ogni volta il serpente, che si pensa essere un Demansia olivacea di circa 3 metri, ha trattenuto il piccolo uccello nella bocca per poi lasciarlo cadere a terra.

Dopo un combattimento durato circa quattro minuti, l’uccello ferito si è rassegnato e ha lasciato l’area, purtroppo sarà probabilmente morto a causa delle ferite o a causa di un predatore.

“Pensiamo che il serpente stesse cercando le uova o i pulli e che il picchio al suo ritorno abbia scoperto che il serpente si era trasferito mentre era via”, ha detto Assaf. “Sembrava davvero che la femmina agisse freneticamente per istinto materno. Ha continuato a muoversi sull’albero e ad attaccare il serpente dal un fianco. Il serpente non era molto contento. Continuava a scagliarsi contro l’uccello e ha colpito con ogni attacco.”

Assaf ha detto di essere rimasto impresso dalla tenacia di quel picchio.

“Quello che mi ha colpito di più è che sembrava che la femmina di picchio fosse completamente disposta a sacrificare se stessa per i pulli che pensiamo fossero all’interno del nido”, ha dichiarato Assaf. “Mi è sembrato che avrebbe fatto qualsiasi cosa per cercare di far uscire quel serpente dal suo nido.”

Ma poi ha aggiunto: “Alla fine il picchio se n’è andato. Sembrava molto ferita. Le nostre guide ci hanno detto che era condannata perché l’odore del sangue la rendeva un bersaglio facile per gli altri predatori. Non sappiamo cosa ne è stato di lei. ”