Scheda Riassuntiva

Nome: Calopsitta (Nymphicus Hollandicus), chiamata comunemente ma erroneamente Calopsite

Origini: Australia

Lunghezza media: 28-35 cm

Peso: 88-178 g

Quanto vive: 15-20 anni se curata adeguatamente, può arrivare anche a 25

Rumorosità: poco rumoroso

Carattere: indipendente, intelligente, dolce, curioso, giocoso, tranquillo, adattabile, poco impegnativo, facile da allevare e addestrare

Abilità: eccellenti volatori, non molto famosi come pappagalli parlanti ma sono abili nel fischiare, in particolare i maschi

Bisogno di attenzioni: amano interagire con i loro proprietari e membri della famiglia, ma sono al tempo stesso pappagalli indipendenti e non hanno problemi se si lascia la casa anche per lunghi periodi

Cosa mangia: una dieta bilanciata e a basso contenuto di grassi, composta da semi, frutta e verdure fresche

Maturità sessuale: 12-24 mesi

Tempo di incubazione delle uova: 17-24 giorni

Prezzo indicativo: da 30€ a 70€

Aspetto e Caratteristiche Fisiche

La Calopsitta (Nymphicus hollandicus), pur appartenendo alla famiglia dei Cacatuidi è più simile ai piccoli pappagalli nella forma e nelle dimensioni: presenta infatti un corpo snello, ali affusolate e una lunga coda appuntita. Tuttavia, come altri cacatua, ha un ciuffocresta erettile che la aiuta a esprimere i suoi stati d’animo e atteggiamenti.

Anche se in cattività questi pappagallini sono stati allevati in diverse mutazioni, in natura le calopsiti hanno un aspetto caratteristico: piumaggio in gran parte grigio, faccia gialla, guanciali arancio e un lungo ed esile ciuffo giallo e grigio. Hanno anche macchie bianche prominenti sulle ali che altrimenti sarebbero completamente grige.

Le giovani calopsitte e le femmine sono più opache rispetto ai maschi adulti, con meno giallo sul volto e più chiare sulla schiena, fianchi, sotto ala e coda. Le penne all’esterno della coda sono gialle e grigio chiaro, mentre quelle del maschio sono grigio scuro.

Scopri di più leggendo la guida per riconoscere il sesso delle calopsitte! Se invece vuoi sapere come far riprodurre una coppia di calopsiti, clicca sul link!

Carattere e Comportamento

Il carattere della Calopsite è amichevole, giocoso e affettuoso. Questi pappagallini amano stare in compagnia del loro proprietario e passare il tempo sul suo braccio o spalla. Una Calopsite sana e che è stata fatta socializzare in modo adeguato, può diventare un meraviglioso animale da compagnia per la famiglia ed è anche ideale per chi vive in appartamento.

Nonostante il suo carattere generalmente docile e socievole però, potrebbe capitare l’esemplare più ribelle e difficile da gestire: in questo caso consigliamo la lettura delle nostre linee guida per correggere i comportamenti non voluti dei pappagalli e per gestire un pappagallo aggressivo.

Coccole a una Calopsite addomesticata (Nymphicus hollandicus)
Coccole a una Calopsitta addomesticata (Nymphicus hollandicus)
Coppia di calopsitte che socializzano
Coppia di calopsitte che socializzano

Come comunicano le calopsiti

Capire il comportamento di un pappagallo calopsite può essere un po’ difficile per qualcuno alle prime esperienze e il modo migliore per farlo è osservarla attentamente; dopo un sufficiente periodo di tempo imparerai tuttavia a capire perché il tuo pappagallino si comporta in un certo modo e cosa vuole.

Le calopsiti comunicano attraverso il linguaggio del corpo e le vocalizzazioni, vediamo insieme come.

infografica che illustra le diverse emozioni della calopsite a seconda di come tiene il ciuffo

Perché la Calopsite alza e abbassa il ciuffo?

La Calopsitta esprime le sue emozioni con il ciuffo, il modo in cui la tengono può dire molto del loro stato d’animo. Se tiene le piume dritte e alzate significa che la Calopsite è spaventata, all’erta o altamente incuriosita, ma potrebbe anche indicare soddisfazione; quest’ultimo caso è facile da distinguere dagli altri dato che quando questi pappagallini sono di buon umore, è impossibile non notarlo. Quando la Calopsite sta sulla difensiva, tiene invece la cresta appiattita vicino alla testa e, nel caso in cui si mettesse anche a sibilare, significherebbe che è stressata o arrabbiata. Una Calopsite rilassata o felice, tiene invece la cresta indietro ma non rigida e con la punta ricurva, mentre le piume delle guance saranno leggermente gonfie.

Questa simpatica infografica creata da Potatopato ci aiuta a interpretare i segnali con cui le calopsiti comunicano.

Perché la Calopsite strofina e digrigna il becco?

Quando una Calopsite strofina la parte superiore del becco con quella inferiore, come se stesse digrignando, significa che sta per appollaiarsi per la notte, fare un pisolino oppure che è rilassata o assonnata. Un altro motivo per cui una Calopsite può strofinare il becco in questo modo è anche quello di prevenire l’accumulo di tessuto vivo e la crescita eccessiva delle mandibole.

Perché la Calopsite si appende a testa in giù?

Un’abitudine molto comune dei pappagalli calopsite è quella di appendersi a testa in giù con le ali e le penne della coda spiegate, a volte anche sbattendo le ali vigorosamente. Questo comportamento indica che il pappagallino ha un forte desiderio e bisogno di fare il bagno, necessità che eventualmente può essere compensata spruzzandolo con un nebulizzatore spray.

Tuttavia se la Calopsite vuole riprodursi o è seduta sulle, questo comportamento è un avvertimento che non devi avvicinarti alla sua gabbia, altrimenti potresti ricevere una beccata.

Perché la Calopsite urla?

Possono esserci varie ragioni per cui una Calopsite urla e strilla, come per esempio un cambiamento dell’ambiente che non viene apprezzato o troppo rumore intorno alla gabbia. Altri motivi per cui il pappagallo potrebbe iniziare a urlare è che stai per lasciarlo da solo e vuole quindi richiamare la tua attenzione o non riesce a dormire a sufficienza.

Perché la Calopsite sbadiglia?

Un altro comportamento particolare delle calopsitte è che sbadigliano in modo molto evidente. I motivi che portano a uno di questi sbadigli possono essere diversi: bisogno di assimilare più ossigeno, stappare le orecchie (spesso dopo aver ricevuto qualche grattino sulla testa) o liberare la gola da qualche allergia o polvere.

Tuttavia, se lo sbadiglio è accompagnato da eccessivi movimenti della testa, non ignorarlo: potrebbe infatti trattarsi di sinusite o di problemi respiratori.

Qualità e Abilità

Anche se i maschi possono imparare alcune parole o frasi, le calopsiti sono difficilmente descrivibili come dei pappagallini che parlano, tuttavia possiedono grandi abilità nel fischiare. Fortunatamente sono animali che tendono a “cinguettare” piuttosto che strillare e il loro volume è piuttosto basso. Questo li rende pappagalli adatti a chi vive in un appartamento.

Le calopsiti sono molto adattabili perché nel loro habitat naturale hanno imparato a sopravvivere in un ambiente duro e imprevedibile. In cattività imparano presto ad adattarsi alle abitudini quotidiane dei proprietari, tuttavia deve essere garantito loro un riposo adeguato.

Questi piccoli pappagalli col ciuffo sono ottimi volatori, infatti in natura devono volare ogni per lunghe distanze per procurarsi il cibo.

Suggerimenti per addestrare una Calopsite

Come prima cosa è importante che tu capisca che allenare addestrare una Calopsite richiede tempo e tanta pazienza, il processo di apprendimento di questi pappagalli richiede infatti dei mesi. Detto ciò, ecco qualche consiglio generico su come addestrare le calopsiti.

  • Non forzare mai la Calopsite a fare qualcosa che non vuole, servirebbe solo a farla diventare aggressiva
  • Porta avanti le sessioni di addestramento un’area tranquilla, preferibilmente vicino alla gabbia, poiché essa rappresenta il “luogo sicuro” della Calopsite. Durante le lezioni evita che il pappagallo possa essere disturbato da fonti di rumori forti come per esempio TV, radio e lavatrice.
  • Non prolungare troppo le sessioni, due o tre sessioni giornaliere da 10 minute l’una manterranno la Calopsite più attenta che una sola molto lunga.
  • Trova un premio speciale da dare alla Calopsite solo come ricompensa durante l’allenamento, per esempio un seme di girasole che, normalmente, non dovrebbe far parte della sua dieta; puoi anche scegliere un altro alimento, purché sia piccolo e consumabile velocemente.
  • Mantieni sempre un atteggiamento positivo e ogni volta che il pappagallo ha successo nel fare qualcosa, fagli molte lodi vocali e qualche coccola per mostrare il tuo compiacimento.
  • Ricordati che stai addestrando un piccolo uccello selvatico e non un cane o un bambino, sii paziente e mantieni sempre la calma, perché saranno necessari molto tempo, ripetizione e dedizione.
  • Non farti intimidire. Se la Calopsite sembra essere aggressiva rimani lì finché non si calma, solo a quanto punto puoi andartene. In questo modo farai capire al pappagallo che un atteggiamento aggressivo non gli fa ottenere ciò che vuole.

Cure e Bisogni

Chi possiede una Calopsite dovrebbe incoraggiare il gioco e l’interazione, nonché permettere al pappagallo di passare regolarmente del tempo fuori dalla gabbia. A questi intelligenti pappagallini piace esplorare la casa e spesso, a causa della loro tendenza di foraggiare a terra, si trovano spesso sul pavimento; per questo motivo è consigliato stare attenti quando la Calopsite è libera. A terra possono esserci molti pericoli per il pappagallo, dai cavi elettrici ai piedi stessi del proprietario. Un ultimo accorgimento da tenere durante i periodi fuori dalla gabbia, è quello di tenere chiuse le finestre e le porte.

La gabbia e tutti i suoi componenti (posatoi, ciotole del cibo, giocattoli, ecc.) devono essere puliti regolarmente e il cibo in decomposizione rimosso, così da mantenere basso il livello di batteri e diminuire la possibilità che la Calopsite si ammali.

Alle calopsitte piace fare il bagno e a volte anche fare la doccia con i loro proprietari; a questo scopo è possibile acquistare posatoi speciali o lasciare che il pappagallo si posi sul tubo della doccia. Un altro motivo per cui bisogna permettere loro di farsi regolarmente il bagno è che, come gli altri pappagalli del Vecchio Mondo, le calopsiti producono una fine polvere biancastra che può causare allergie e problemi respiratori negli individui sensibili.

Le calopsiti adorano dormire e hanno bisogno di 10-12 ore di sonno ogni notte. Questi pappagalli presentano inoltre una condizione unica della specie, gli spaventi notturni; essi non sono sperimentati da tutte le calopsiti, ma sono piuttosto comuni. Gli spaventi notturni si verificano quasi sempre nel cuore della notte, quando la casa o l’ambiente in cui si trova il pappagallo sono tranquilli: anche un evento banale come una corrente d’aria o i fari di una macchina che passa possono causare alla Calopsite uno stato di totale paura.

Quando questo succede, le calopsiti di solito provano a volare via e cadono sul fondo della gabbia. Se ti accorgi che il tuo pappagallino ha avuto uno spavento notturno, accendi subito la luce e rassicuralo; di solito la Calopsite tornerà pacificamente a dormire poco dopo, ma per sicurezza è bene controllare che non si sia ferita durante l’attacco di panico.

Problemi di salute e malattie comuni

Problemi agli occhi

I problemi agli occhi di qualsiasi tipo dovrebbero ricevere attenzione immediata e osservati con estrema cautela, poiché potrebbero essere l’unica indicazione di malattie contagiose come Psittacosi e Mycoplasma. Umidità, secrezioni, palpebre gonfie o perdita di piume intorno agli occhi sono invece il risultato di una Calopsite che si sfrega contro seni nasali dolorosi.

Problemi all’apparato respiratorio

È normale per questa specie di pappagallo starnutire qualche volta al giorno, azione con la quale pulisce le narici dalla polvere o altri corpi estranei. Potrebbe anche presentarsi una fuoriuscita di liquido chiaro. Se gli starnuti sono persistenti e/o il liquido non è chiaro, è bene contattare il veterinario aviario poiché potrebbe trattarsi di un’irritazione, infiammazione o infezione delle cavità nasali.

Nelle calopsiti sono spesso visibili narici rosse, che indicano delle cavità nasali irritate o infette; per individuare la causa esatta sono necessari dei test sulla coana.

Deposizione cronica delle uova

La deposizione cronica delle uova od ovodeposizione cronica, è una patologia che colpisce le femmine di Calopsite: si parla di questa patologia quando la femmine depone un numero di uova superiore alla media e produce diverse covate al di fuori della stagione riproduttiva o anche senza che un maschio sia presente.

Questa condizione può diventare un pericolo per la salute del pappagallo, poiché ogni uovo prodotto diminuisce la scorta di calcio nel suo corpo con un conseguente indebolimento dello scheletro e incapacità di espellere l’uovo.

Cosa fare in caso di ovodeposizione cronica

  • Introduci delle fonti di calcio extra nella dieta della Calopsite e fornisci dei supplementi come un osso di seppia nella gabbia
  • Elimina dall’ambiente tutto ciò che può stimolare sessualmente la Calopsite come oggetti con cui cerca di accoppiarsi, rimuovi inoltre il nido se ce n’è uno. Se le uova vengono deposte sul fondo della gabbia, cerca di posizionare degli oggetti in modo da rendere inaccessibile il punto di nidificazione
  • Non rimuovere le uova perché indurrebbe la femmina a continuare a depositarne finché non raggiunge il numero giusto per una covata
  • La disponibilità di elementi grassi o ricchi di zuccheri può indurre la Calopsite a pensare che si trovi nel periodo di riproduzione, elimina quindi semi e frutta dalla dieta finché la fase di deposizione delle uova non è passata

Alimentazione

Il fattore più importante da considerare riguardo la dieta della Calopsite è la varietà; è importante però non forzare mai il pappagallo a mangiare qualcosa, sarà lui a farti capire cosa gli piace e cosa no. Le calopsiti mangiano di tutto: semi, foglie verdi, verdure e frutta, anche se questi ultimi sono più difficilmente accettati dato che in natura vivono in un ambiente arido dove il loro tipico cibo contiene poca acqua. Gli estrusi non sono necessari finché viene fornita una varietà di cibi che soddisfano tutti i bisogni alimentari.

Calopsitta che mangia un mandarino (Nymphicus hollandicus)
Calopsitta che mangia un mandarino (Nymphicus hollandicus)

Cosa mangia la Calopsite?

Semi

Miscela di semi di miglio, scagliola comune, avena, grano e altri piccoli semi costituiscono un buon mix per le calopsiti addomesticate, tuttavia le miscele di semi coltivati per fini commerciali non sono nutrienti quanto i semi del loro habitat naturale e sono carenti di nutrienti necessari per la salute come vitamine e minerali. Per questo motivo è necessario mescolare degli integratori alimentari nella miscela di semi oppure compensare con altri alimenti che contengono queste sostanze.

I ramoscelli di miglio possono essere appesi nella gabbia per fornire opportunità di foraggiamento durante il giorno.

Non fornire regolarmente semi di girasole perché questi sono molto grassi e, come tutti i membri della famiglia dei Cacatuidi, anche le calopsiti sono inclini all’obesità. I semi di girasole possono però essere dati occasionalmente come ghiottoneria o premio durante le sessioni di addestramento.

Frutta

Mango, melone, albicocca, nettarina, papaia, pesca, banana, uva, arancia, mandarino. Assicurati che la Calopsite non mangi semi di frutta perché alcuni possono essere molto pericolosi, come per esempio quelli di mele e ciliege che contengono tracce di cianuro.

Verdura

Germogli, spinaci, cime di rapa, bietole, senape, broccoli, scarola, cicoria, pomodori secchi, carote grattugiate, cavoli verdi, pannocchie di granturco, indivia, zucca, patata dolce.

Acqua

L’acqua deve essere sempre pulita e cambiata ogni giorno od ogni volta che si sporca con gli escrementi o pezzi di cibo. Le ciotole dell’acqua devono essere sempre lavate e pulite con acqua saponata calda per evitare la proliferazione di batteri e funghi. Come regola generale, dai alla tua Calopsite solo acqua che berresti anche tu.

Tieni al sicuro il tuo pappagallino: leggi la nostra guida per scoprire quali sostanze e alimenti sono tossici per le calopsiti!

Alloggiamento

Una Calopsite necessita di una gabbia abbastanza spaziosa da contenere comodamente alcuni trespoli, giocattoli, ciotole per il cibo e da permettere al pappagallo di sbattere le ali senza il rischio di urtare qualcosa. È opportuno anche che la gabbia abbia un ampio cancelletto frontale, in modo da rendere più facile il rientro della Calopsite, che può risultare a volte un po’ capricciosa.

Essendo abituate per natura a foraggiare a terra, la tua Calopsite farà lo stesso sul fondo della gabbia se gliene offrirai la possibilità. Non è una cattiva idea quindi ricoprirlo con della carta di giornale e poi cospargerlo di semi o cibo sbriciolato. Ricordati però di rimuovere poi la copertura e non lasciare che si accumulino escrementi e avanzi di cibo. Per maggiori dettagli su come organizzare la pulizia della gabbia, clicca sul link.

La maggior parte delle calopsitte si spaventa quando nuovi giochi, rami o trespoli vengono posizionati direttamente nella gabbia. I nuovi oggetti devono essere presentati dal proprietario prima di spostarli nella gabbia, questo perché la Calopsite sarà più incline ad accettarli se vede il proprietario interagire con essi e non ritenerli pericolosi. Per quanto riguarda rami e ramoscelli con foglie, potresti sistemali prima fuori dalla gabbia per qualche giorno, prima di metterli all’interno.

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